Luigi Orrico, nato a Montoro Inferiore (AV) da madre bergamasca, insegnante, e padre salernitano, direttore imposte e , come sovente capita in ogni forma d'arte, nasce con l'Xfactor, alimentato dall'ambiente culturale in cui è vissuto, dove fin da ragazzo ha potuto conoscere, nella vasta biblioteca del nonno materno, autori di grande risonanza mondiale, quali, per esempio, Tolstoj, Dostoevskij, Manzoni, Leopardi, Fitzgerald, Svevo, Pirandello, Calvino ed altri non meno importanti. A 18 anni pubblica il suo primo lungo racconto "Papà diventa suocero" su una prestigiosa rivista settimanale della Rizzoli "Le vostre novelle". Dopo gli studi superiori, entra giovanissimo nel mondo del lavoro, prima come contabile, poi come responsabile di deposito, indi come capo ufficio commerciale, fino alla carica di direttore amministrativo, in importanti aziende nazionali ed estere. Durante il periodo lavorativo, che lo vede impegnato in diverse regioni d'Italia, non abbandona del tutto la sua aspirazione primaria e pubblica sulla rivista "Nuovi Orizzonti" il lungo racconto, a sfondo medioevale, "Clara di Mareccio" con il quale vince il premio "G.Ungaretti" dell'Accademia letteraria S.Marco. Negli anni 1997 e 1998 vince il premio letterario CISL città di Avellino. Nel 1995 pubblica il suo primo romanzo storico "Corradino di Svevia" con la C,E. Il Calamaio di Roma e nell'anno 2002, con la stessa editrice, il romanzo breve "Il novizio". Nel 2009 pubblica, con la C.E. M.E.F. di Firenze "Il Papa nudo" attualmente inserito nel premio internazionale di letteratura. Nel 2009 pubblica, sempre con la M.F.E., il romanzo "Il Fiore Purpureo di Svevia". E' di questo inizio anno, l'uscita del suo romanzo, "La spada e la rosa" con il quale l'Autore sperimenta un nuovo genere letterario che unisce alla fantasia del romanzo, un'accurata e precisa ricerca storia del secolo XIII dell'Italia medievale. L'Autore è attualmente in pensione e vive, per sua precisa scelta di vita, ospite in un Convento di Frati Cappuccini nel Comune di Montefusco, ove si dedica principalmente alla cura della vasta biblioteca. Sta attualmente lavorando alla stesura di un romanzo che è la saga di una tipica famiglia di Calabria, nell'incantevole cornice della Sila Grande, il cui titolo provvisorio è "Croce di Magara", una vicenda che attraversa un intero secolo della storia italiana e che non tralascia l'aspetto fantastico e misterioso di un mondo che va scomparendo, quello superstizioso. Con questo romanzo, l'Autore si allontana decisamente dal periodo medioevale, che ha caratterizzato tutti i suoi romanzi, per entrare nella contemporaneità. Il critico-giornalista, Donato Zoppo, ha scritto di lui, fra l'altro: "I suoi libri sono pieni di descrizioni efficaci ed immaginifiche e con essi Orrico rivela grandi doti, quelle del narratore di razza".
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